Museo del Duomo


Riaperto al pubblico nel 2000, è attiguo alla cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. Inizialmente costituito da due soli ambienti, con i lavori di restauro ha notevolmente esteso i suoi spazi espositivi, acquisendo anche il grande salone gotico del primo piano. Fra le opere conservate, di straordinario rilievo è il Tesoro di Canoscio, un corredo di oggetti del VI secolo, probabilmente usati per la celebrazione eucaristica, rinvenuto nei pressi dell’omonimo santuario. Tra i pregevoli oggetti di oreficeria sacra, va inoltre annoverato il paliotto d’altare sbalzato e cesellato del XII secolo. Nella sezione pittorica, oltre alle opere dei locali Giovanni Battista da Castello e Bernardino Gagliardi, sono da menzionare una tela del Pinturicchio, due Angeli attribuiti a Giulio Romano e la pala d’altare di Rosso Fiorentino. Di particolare interesse è la pergamena (1163) che documenta la presa di possesso della città da parte di Federico Barbarossa.