Tutti i musei in città Tutti i musei in città
Altre risorse Altre risorse

Fossato di Vico


Fossato di Vico, l’antica Helvillum, era collocata nel cuore dell’Umbria antica, la VI regione d’Italia nella ripartizione amministrativa voluta da Augusto (fine I secolo a.C.): limitata a ovest dal corso del Tevere, si estendeva a est fino all’Adriatico, occupando anche la parte settentrionale delle attuali Marche, sino al corso del fiume Aesis (Jesi), che ne segnava in parte anche il limite orientale. A sud la valle del Nera divideva l’Umbria dalla Regio VII (Sabina e Samnium).
Lo sviluppo del centro abitato si deve alla favorevole posizione di Helvillum in prossimità del valico di Fossato (740 m s.l.m.) che, sin dalla protostoria, era funzionale agli itinerari della transumanza, collegando i pascoli estivi dell’Appennino a quelli invernali della costa adriatica.
Con l’apertura, nel 220 a.C., della via Flaminia, che conduceva da Roma alla colonia di Rimini, Helvillum risultò inserita al 124° miglio lungo il percorso della strada consolare. Da qui aveva origine un diverticolo che conduceva ad Ancona attraverso gli insediamenti di Attidium, presso Fabriano, Tuficum (l’odierna Albacina) e Aesis (l’attuale Jesi).
Helvillum non fu probabilmente mai un centro autonomo. Fin dall’età preromana dipendeva forse dalla vicina Tadinum, l’odierna Gualdo Tadino. Nel 90 a.C., quando tutti i centri umbri ricevettero la cittadinanza romana, il piccolo abitato divenne un vicus, vale a dire una frazione amministrata dal municipio di Tadinum.
L’appellativo di vicus è conservato nel toponimo moderno Fossato di Vico. Il centro restò vitale per tutta l’età imperiale e ancora in epoca tardo-antica, come testimonia la sua costante menzione negli itineraria romani, le “guide di viaggio” che contenevano indicazioni sulle strade, le distanze e i centri urbani.